Il sale: Questo nemico…

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7 Luglio 2016

Il sale: Questo nemico… |

Spesso penso a quanto l’uomo si sia e si stia allontanando dalle normali regole che la natura ci consiglia da tantissimi anni.

Potete immaginare ad un essere umano preistorico che mette una buona manciata di sale in una radice appena raccolta? Beh, ad un certo punto della storia ciò accadde davvero, ma come si faceva prima? E soprattutto è indispensabile il sale? O meglio, è indispensabile il sale (da cucina) aggiunto?

Di certo per varie generazioni passate è stato fondamentale per la conservazioni delle carni, ma adesso che esistono sistemi di conservazione di gran lunga più efficienti perchè usare il sale?

Il problema maggiore del sale credo sia soprattutto che col tempo porti alla richiesta di una sua addizione sempre maggiore per insaporire gli alimenti, in quanto i recettori adibiti a riconoscere questa sapidità andrebbero a saturare la loro funzione e a rispondere sempre meno allo stimolo. Ciò comporta una richiesta sempre maggiore di aggiunta di sale nel cibo, al fine di vincere questa resistenza recettoriale. Non di rado i grandi consumatori di sale col tempo percepiscono il cibo spesso poco salato, finendo per salare eccessivamente le pietanze.

Come fare allora? La parola chiave è PROVARE! Provare per credere che, eliminando il sale aggiunto negli alimenti, con il passare tempo e neppure tanto, si riusciranno a scoprire i veri sapori del cibo, la vera radice del gusto di ogni alimento.

Addirittura dopo essersi disintossicati e liberati dalla dipendenza di questo ingrediente, se ci si imbattesse nuovamente in un cibo contenente sale aggiunto molto probabilmente si proverebbe una sensazione di sgradevolezza o comunque di eccessiva sapidità.

A volte sento dire da alcuni pazienti che addirittura riescono a percepire la salinità insita dell’alimento consumato, dopo un breve periodo di astinenza dal sale aggiunto, quindi bisogna avere il coraggio di PROVARE.

Ma per i più duri a mollare con le vecchie abitudini? Beh, per fortuna la natura è più ricca della nostra povera fantasia in cucina, ovvero ci offre una moltitudine di condimenti naturali che non contrastano con il nostro stato di salute. Pensiamo alle erbette aromatiche, ma anche al limone, etc. etc. Basta avere un pizzico di fantasia per creare sapore aggiunto ad una pietanza.

Il sale da cucina, o meglio il cloruro di sodio, è composto da due elementi dannosi per il nostro organismo: il CLORO e il SODIO. Il cloro è un inibitore della funzionalità tiroidea, in quanto rende meno disponibile lo iodio alle cellule tiroidee, mentre il sodio è imputato nella cosiddetta sindrome da danno tissutale, favorendo una sorta di edema cellulare, in quanto il sodio ha la capacità di trattenere vicino a se molecole di acqua, condizione questa che crea una perdita della normale architettura intracellulare, con la conseguenza di un sovvertimento degli “organelli” intracellulari.

Inoltre sappiamo benissimo quanto il sodio sia legato con la patologia ipertensiva e spesso basterebbe solamente eliminare il sale da cucina per notare i primi prodigi nel nostro organismo!

Il sodio serve comunque però, ma nelle giuste dosi.

Il Dr. Max Gerson osservò che il corpo umano necessità di una determinata quantità di sodio al giorno per funzionare correttamente, circa 100 mg, un importo facilmente reperibile nelle verdure a foglia verde, quindi perchè aggiungerne altro?

In più oggigiorno i cibi confezionati contengono già una quantità ben superiore di sodio rispetto al fabbisogno diario!

La malattia potrebbe essere interpretata come un allontanamento dai fisiologici equilibri del nostro organismo, ma se siano noi per primi ad creare squilibri a livello dei principali costituenti molecolari, come evitare la malattia?

Le patologie sono il riflesso dei nostri squilibri interni, ovvero la manifestazione fenotipica del nostro genotipo alterato.

Credo sia meglio dare “gusto aggiuntivo” alla qualità della nostra vita, vivendo nel modo più sano possibile…riflettiamo!

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Commenti

  • Alessandro NicolosiLuglio 28, 2016

    Esistono dei lavori che dichiarano quanto il sodio aggiunto (ancor più se eccessivo) faccia male. Esiste una Sindrome da danno tissutale (come in italiano credo non si trovi questo argomento…si in inglese), in cui viene spiegato che l’eccesso di sodio inibisce il funzionamento della sigola cellula, rendendola rigonfia ed instabile

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