Come curare le emorroidi: cause, sintomi e rimedi naturali

emorroidi

30 Giugno 2017

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Cosa sono e le cause delle emorroidi

Malgrado la reticenza nell’usare il termine tra la popolazione, le emorroidi sono piuttosto comuni e si manifestano principalmente in età adulta, verso i 50 anni di età: solo il 10% ne subisce gli effetti prima. E’ interessante rilevare che malgrado i fastidi che causano e il conseguente condizionamento delle attività giornaliere, solo in casi estremi e con il manifestarsi dei sintomi ultimi e grevi si ricorra al consiglio del medico. Ma cosa sono nello specifico? Quali sono le cause?

Nel linguaggio corrente, si tende a definire “emorroidi” la condizione patologica, ovvero la malattia emorroidaria, creando così non poca confusione con altre patologie analoghe, a carico della zona ano-rettale. Per semplicità, quindi, utilizzeremo il termine comune popolare: emorroidi.

Si tratta di strutture vascolari (vengono anche definite cuscinetti) anatomicamente presenti nell’uomo nella zona anale, che favoriscono il ricambio sanguigno grazie alla grande quantità di vasi sanguigni e permettono, principalmente, la continenza fecale.

Le emorroidi hanno luogo quando le vene emorroidarie, ovvero le vene del plesso venoso dell’ano e del retto, si dilatano a causa di uno sfiancamento della parete e diventano varicose. Ne è colpito il 40% della popolazione italiana ed esse si distinguono in interne (quando sono poste all’interno del canale anale non risultando nell’immediato visibili) ed esterne (riconoscibili tramite il tatto e palesemente visibili)

I sintomi

Le emorroidi possono essere caratterizzate da:

  • disturbi locali (prurito, e bruciore, edema e talvolta dolore)
  • perdita di feci
  • gonfiore
  • in seguito al prolasso, da tipiche emorragie e perdite muco-seriose

Le cause

Le cause di quest’ultime possono essere molteplici, contingenti e costituzionali. In primis, bisogna rilevare che spesso è presente una tendenza delle vene poste nella parte terminale del retto, in seguito ad una maggiore pressione sanguigna, subiscono una forte distensione. Conseguentemente le vene tendono a gonfiarsi, il flusso sanguigno diventa decisamente più lento ed esiste la possibilità di incorrere in coaguli di sangue.

La pressione del flusso ematico può essere modesta e durare per un periodo non troppo prolungato, come avviene in seguito ad un parto o per via di una stitichezza di lieve entità e durata, oppure può essere prolungata nel corso del tempo a causa di costipazioni frequenti o dettata da un fattore di obesità. Bisogna sottolineare che, spesso, la malattia emorroidaria può rilevare precocemente un sintomo di tumore ma tradizionalmente, essa indica un evidente indebolimento delle pareti vasali.

L’invecchiamento è uno dei fattori legato all’indebolimento. Altre cause che possono condurre alle emorroidi sono: una dieta povera di fibre, il rapporto anale, il restare seduti per un tempo prolungato sopra il water, tensione dei movimenti intestinali.

Emorroidi interne

Le emorroidi interne, generalmente, non creano disagio; esse sono localizzate all’interno del retto. Tuttavia, un sforzo intenso o il passaggio delle feci, possono causare il danneggiamento della superficie con successivo sanguinamento e rendere la stessa esterna (a causa della spinta) con irritazione, fastidio e dolore prolungato. In alcune circostanze, potrebbe verificarsi un rigonfiamento anomalo dell’ano, tale da condurre dolore rettale durante i movimenti intestinali.

Emorroidi esterne

Quest’ultime sono localizzate sotto la pelle dell’ano. Il loro sintomo più frequente è rappresentato dal sanguinamento e provoca irritazione e dolore. A volte è presente la formazione di un coagulo. Malgrado il sanguinamento sia sostanzialmente la causa prima delle emorroidi esterne, ciò non esclude la presenza di patologie significative a carico del retto; il cancro del colon-retto e il cancro anale.

Qualora non fosse già stata accertata in sede specifica la diagnosi della malattia emorroidaria, è opportuno consultare un medico. Alcuni segnali, quali feci di colore marrone-nero o sangue mescolato a feci sono proprie, infatti, delle patologie oncologiche precedentemente descritte.

Emorroidi in gravidanza

La malattia emorroidaria spesso si manifesta nelle donne in gravidanza: la causa principale è da attribuire alla stipsi, ma soprattutto alle alterazioni dei livelli ormonali (progesterone, nello specifico) che causa, in ogni caso, un rilassamento delle pareti venose e il successivo sfiancamento dei vasi sanguigni.

Nel caso della stipsi sempre il progesterone gioca il ruolo chiave nel rilassamento della muscolatura liscia di tutto l’organismo, compresa quella dell’intestino che, in questo modo, diviene pigro. L’ingombro delle feci nell’intestino favorisce inevitabilmente, al momento della scarica, il disturbo.

Alimentazione ed emorroidi

Con le emorroidi è essenziale mantenere l’evacuazione dell’intestino regolare, con feci morbide. La congestione dello stesso favorirebbe, infatti, il disturbo con i relativi problemi annessi (dolore e sanguinamento).

Bisogna partire dal presupposto che l’alimentazione diverrà uno dei capisaldi per la cura della malattia emorroidaria. Essa dovrà, infatti, essere ricca di fibre volta ad agevolare il transito intestinale. L’apporto vitaminico (vitamina A, B, C, E) e dello zinco è indispensabile per rafforzare la fragilità delle pareti venosi a causa delle emorroidi.

L’alimentazione deve incentrarsi sulla naturalità e varietà, con alimenti sani quali i legumi, cereali integrali e frutta di stagione. Di contro, bisogna assolutamente abolire l’apporto di cibi raffinati, zuccheri, latticini, insaccati e grassi di origine animale, assolutamente deleteri per la cura delle emorroidi.

Rimedi naturali per le emorroidi

Per quanto concerne i rimedi naturali, si sottolinea l’estrema efficacia dei prodotti fitoterapici (erbe e piante officinali), che agiscono con una funzione astringente, antinfiammatoria e vaso protettiva.

  • Aloe vera (Aloe vera gel), famosa sin dall’antichità, l’aloe possiede proprietà benefiche di natura lenitiva, antinfiammatoria, astringente e, fattore fondamentale nella cura delle emorroidi, cicatrizzante. Al riguardo, è altamente consigliato l’uso del gel aloe per il trattamento della malattia emorroidaria agli stadi iniziali, grazie alla sua capacità rigenerativa nei confronti della pelle danneggiata. Fornisce, inoltre, un’azione analgesica dando sollievo in caso di dolore;
  • Ippocastano (Aesculus hippocastanum), questo arbusto possiede varie proprietà tra cui l’antiedemigena e vasocostrittrice che, insieme, riducono l’attività di due enzimi, elastasi e ialuronidasi, particolarmente attivi nella destabilizzazione della struttura dell’endotelio e della matrice extracellulare. A seguito di ciò, i vasi riacquistano la normale resistenza e permeabilità;
  • Vite rossa (Vitis vinifera), Nelle foglie della vite sono contenuti i principi attivi che svolgono una vigorosa attività antiossidante e antinfiammatoria, aumentando la tonicità e svolgendo il ruolo di vaso protettore, impedendo così edemi e gonfiori grazie ad una ritrovata permeabilità vasale;
  • Amamelide(Hamamelis Virginiana) le foglie e la corteccia evidenziano proprietà vasoprotettrici e antiflogistiche (diminuiscono l’infiammazione), per questo motivo trova applicazione in prodotti atti a curare i disturbi del sistema cardiocircolatorio dove vi è la necessità di una rapida azione astringente, come le emorroidi, le varici, capillari fragili, cellulite;
  • Centella (Centella asiatica) il principio attivo sussiste nelle foglie della pianta e, grazie alle proprietà flebotonica, (aumenta il tono venoso) risulta efficace nel mantenere elastiche le pareti vasali. Essa è efficace anche nel favorire la corretta circolazione periferica, quindi è indicata nel trattamento contro le varici.

 

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